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martedì 12 aprile 2005

  


      VIVERE I SOGNI

                                  dott.ssa Sandra Pierpaoli                                   

                                       

...Il supporto del gruppo di lavoro aiuterà infatti il sognatore a “mettere in scena” i propri contenuti onirici, attraverso la collaborazione attiva degli altri componenti del gruppo, che diventeranno attori e protagonisti, cosa che consentirà a questi ultimi di cogliere delle risonanze e degli echi rispetto ai propri sogni.

 

Raccontare, risognare, rivivere con e attraverso gli altri, verbalizzare quanto sperimentato nel gruppo permette di acquisire nuovi strumenti esperienziali  per svelare parti emergenti di sé e per migliorare la propria realtà.

 

 

La funzione dei sogni

 I sogni sono portatori di preziosi messaggi, ancora inconsapevoli e spesso non immediatamente comprensibili.

La dimensione onirica è la prima in cui si manifestano vissuti profondi non elaborati, nuovi impulsi e segnali di cambiamento che la coscienza non sempre riesce a registrare.

Può trattarsi di aspetti dimenticati della personalità, di traumi non elaborati, di desideri conflittuali o bisogni  seppelliti nel mare dell’inconscio.

Sognare è importante per il nostro equilibrio psicofisico quanto mangiare e bere: mentre dormiamo, oltre a soddisfare il bisogno di riposo, beneficiamo del duplice aspetto nutritivo e depurativo dei sogni.

Nutritivo perché emergono contenuti vitali e potenzialmente ricchi di spunti per l’evoluzione e la crescita personale.Depurativo perché il sogno è uno dei canali che il nostro organismo conosce per scaricare tensioni accumulate e per eliminare le”tossine psichiche ed emotive”.

 

La vita onirica è presente sin dall’ epoca fetale.

Secondo le ricerche di Sterman, il feto reagisce agli stati di sogno della madre, sincronizzandosi con la sua attività onirica. Sin da allora le nostre fasi di riposo sono popolate da sogni.

E’ durante l’infanzia che i sogni iniziano a diventare  rivelatori di conflitti intrapsichici, perché in questo periodo si sta strutturando la personalità individuale, secondo un processo che deve tenere conto tanto delle proprie esigenze affettive, quanto delle risposte, non sempre corrispondenti, del mondo circostante. Il sogno diventa dunque lo spazio in cui esprimere desideri contraddittori o parti della propria personalità nascente in conflitto tra di loro.

 

Il sogno si configura come il  territorio di confine tra la vita inconscia e la vita cosciente , la zona psichica in cui l’informe emerge e comincia a prendere forma,indicandoci dove siamo e la direzione verso cui proseguire, prima ancora che il nostro io ne abbia consapevolezza.

Per questa ragione, molto spesso il contenuto dei sogni e il modo di vivere la propria realtà sono percepiti come lontani tra di loro e addirittura come contraddittori e incongruenti.

Accade spesso in terapia che una lunga prima fase consista quasi esclusivamente in una ricchissima e incessante produzione onirica, che porta messaggi, svela parti nascoste, porta alla coscienza impulsi e desideri. Contemporaneamente la vita reale del paziente appare immutata e piatta ed egli avverte una significativa difficoltà a portare nella sua quotidianità le qualità energetiche che sta scoprendo di possedere attraverso i suoi sogni.

 

 Vivere i sogni permette di costruire più velocemente un ponte tra la vita onirica e la vita quotidiana: consente infatti di attualizzare i propri vissuti onirici attraverso l’esperienza corporea ed emotiva e di sperimentare in diretta  i contenuti emotivi dei sogni.

 

Risognare

La tecnica di risognare consiste nel raccontare il sogno come se stesse avvenendo ora, diventando di volta in volta questo o quel personaggio, questo o quell’oggetto e descrivendosi quanto più possibile: “ sono la brocca rossa che sta sul tavolo, ho un becco appuntito e sono piena d’acqua…”

Questa tecnica permette al sognatore di entrare in contatto con molti particolari del sogno che non aveva notato e che sono invece ricchi di significati che vengono in questo modo alla luce.

Risognare  favorisce spesso nel paziente una comprensione immediata e profonda di alcuni aspetti del sogno, senza che sia necessaria l’interpretazione o l’intervento del terapeuta.

 

Drammatizzare

 Nel lavoro individuale drammatizzare i sogni può avvenire in due modi:

-il primo è una tecnica gestaltica e parte dal principio che tutti i personaggi e gli oggetti presenti nel sogno siano parti del sognatore; con l’aiuto di alcuni cuscini il sognatore entra di volta in volta nel ruolo di questa o di quella parte, attualizzando i suoi contenuti e  approfondendoli nel qui ed ora.

Le parti possono entrare in relazione tra loro ed essere rappresentate tutte dal sognatore, che decide quando entrare ed uscire da un ruolo per entrare nell’altro.

Questa tecnica è particolarmente utile quando sono presenti nel sogno parti contraddittorie, come una vittima e un carnefice, un inseguitore e un inseguito ecc., poiché permette al sognatore di entrare in contatto emotivamente con parti diverse di sé e di estendere tale contatto ad altre aree della sua vita.

-il secondo è il lavoro corporeo di tipo bioenergetico, che consiste nel diventare “energeticamente” ciò che si è sognato. Assumere la posizione, il tono e soprattutto rivivere l’emozione nel corpo di un animale feroce, per esempio, può aiutare la persona non solo a riconoscere intellettualmente, ma anche ad appropriarsi energeticamente di una qualità che forse è normalmente estranea alla  gamma di possibilità che si è concessa fin ora.

Aver sognato un animale feroce gli sta infatti svelando qualcosa circa la sua aggressività, tenuta fino a questo momento sotto controllo. Certamente un livello di intervento sul sogno consiste nel fatto che il  sognatore diventi consapevole di questo. Un altro livello, più profondo e anche più immediatamente significativo per la vita del paziente è prendere contatto con la sua carica aggressiva, smettendo di controllarla ed imparando a gestirla.

 

Le tecniche di drammatizzazione che ho descritto possono essere utilizzate in gruppo e in questo caso  si potenziano.

Il supporto del gruppo di lavoro aiuterà infatti il sognatore a “mettere in scena” i propri contenuti onirici, attraverso la collaborazione attiva degli altri componenti del gruppo, che diventeranno attori e protagonisti, cosa che consentirà a questi ultimi di cogliere delle risonanze e degli echi rispetto ai propri sogni.

 

Raccontare, risognare, rivivere con e attraverso gli altri, verbalizzare quanto sperimentato nel gruppo permette di acquisire nuovi strumenti esperienziali  per svelare parti emergenti di sé e per migliorare la propria realtà.


 
   
     

 
 
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